Cisterna

05 febbraio 2008

Perché da bambino mi divertivo a Carnevale?!

ArlecchinoMartedì Grasso. Carnevale. Quanti ricordi. Tutti squallidi, peraltro.
Ricordo i cortili fangosi cosparsi di coriandoli. Il tempo infame. Brandelli di costume che fanno capolino sotto il pesante cappotto.
Fatine leggiadre intrappolate in pesanti stivali di gomma sporchi. La bacchetta magica che sbuca dalla manica del piumino.
La spada di Zorro tenuta da un guanto imbottito. L'immancabile bambino vestito normalmente ma con una mascherina sugli occhi.
E poi le squallide maschere di plastica tenute sul volto da un elastico. Mamma quante risate mi hanno regalato.
Scegliere con cura la preda, avvicinarsi, afferrare il naso della maschera con forza, sentirne lo scricchiolio, cercare attraverso i buchi per gli occhi lo sguardo terrorizzato della povera vittima, e poi swoff... lasciare la maschera, e sciack... guardare la mascherina stropicciata che piomba sul faccino del bimbo incredulo. La scena veniva poi tipicamente coronata dal gran finale: fuppp... coriandoli in bocca alla vittima che sta piangendo.
Eh sì, stranamente ricordo tanti sorrisi. Miei.
Porca miseria, io a carnevale tutto sommato mi divertivo!
E mi divertivo nonostante la carrellata di squallidi costumi che ho indossato nella mia carriera di bimbo. I peggiori li ho passati tutti: dal vestito normale con mascherina sugli occhi, ad arlecchino. Cose ai confini della dignità.
Ringrazio il cielo di aver evitato l'inflazionatissimo vestirsi da donna. Ecco, quello secondo me è il costume che vince la palma d'oro dello squallore. Parruccone biondo platino, trucco pesante, tette finte, gonna, calze a rete, andatura zoppicante e tacchi alti.
Da cosa sei vestito? Da donna!?!
Ma come da donna?!? Uno così ha dei gravi problemi. Non voglio conoscere le donne della sua famiglia. Dalle mie parti neanche le troie vanno in giro così.
Per quel che riguarda i miei costumi, invece, il peggiore lo ricordo ancora distintamente: era senza dubbio Arlecchino. 100% acrilico. C'erano più fibre naturali perfino nel sacchetto che lo conteneva.
La cosa incredibile è che aveva i risvolti. Porca puttana, cosa passava per la testa di mia mamma quando lo ha scelto?!? Che me lo abbia comprato per la crescita?!? Boh.
Cara, vado al lavoro. A proposito, lavami il completo da Arlecchino, che domani ho una cena importante.
Cazzo che porcheria di costume: se fuori c'erano 5 gradi, il magico costume faceva percepire alla pelle 15 gradi sotto zero. Ancora ricordo le visioni da assideramento in cui sognavo di raggiungere il paradiso con una slitta trainata da Armaduck.
Quando indossavo il magico costume, attorno a me l'aria si ionizzava con mille scariche di elettricità statica.
Quando indossavo il magico costume facevo il rumore della spada laser di Guerre Stellari. Swwwwosh wwwh Swwwwosh.
Quando indossavo il magico costume sminchiavo la pettinatura di una bambina a 2 metri di distanza.
Quando indossavo il magico costume dovevo prestare la massima attenzione e giocare solo con bambini che indossassero scarpe di gomma.
...un paio di volte ho trasgredito questa regola ed ho giocato con qualche mio compagno di scuola sfigato, di quelli che indossavano abitualmente mocassini, così, per il gusto di vedere il mio compagno di giochi cadere a terra folgorato ed in preda alle convulsioni... in fondo certe cose se non si fanno a carnevale, quando si fanno?
Eh, che ricordi... a distanza di anni sto rivalutando il mio magico costume. Forse mia mamma ha fatto bene a prendermelo grande. Devo andare a vedere in soffitta se lo trovo. Forse mi entra ancora...

1 Comments:

  • ahahaha, ti immagino a passeggiare per le vie del centro in costume, circondato da un ronzio elettrostatico, con i coriandoli che si staccano dall'asfalto e ti ricoprono. Un magneto dei poveri.

    By Blogger PaoloS, at 10:43 AM  

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