Pop-Tour in Paris: episodio 1

Schiere di turisti che si dipanano lungo interminabili serpentoni. Passano davanti ai soliti monumenti. Cosa si aspettano di trovare? La torre Eiffel è sempre quella da più di 100 anni. E' passata in migliaia di film, quadri, foto, cartoline... Non c'è bisogno di andare a vederla: il mondo intero te l'ha mostrata direttamente a casa un milione di volte. E' forse necessario controllare di persona che sia stata rappresentata correttamente? Non credo. E' così importante rispondere affermativamente quando ti viene chiesta la fatidica domanda "hai visto la Torre Eiffel"? A me viene da rispondere: "Ma sei stronzo? Mi prendi per il culo? E' ovunque! E' perfino impressa sulle fottute magliette di ogni singolo e fottuto turista".
E allora che si fa a Parigi? La mia proposta, peraltro provata direttamente da me nello scorso weekend, è un bel pop-tour. Ho saltato a pié pari i vari classici per dare spazio a qualcosa che di solito non si vede nelle cartoline. L'esperienza l'ho accuratamente immortalata e sarà frutto di una serie di post sul blog, così che quando andrai a Parigi, se non altro, sarai a conoscenza dell'esistenza di una alternativa ai monumenti classici.
Prima tappa: La Defence. Un luogo veramente speciale, senza ombra di dubbio la mia zona preferita di Parigi. Qui si respira un aria diversa. Surreale e rilassante. Nulla è scontato, niente sa di già visto. Un luogo magico.
...credo che magico sia la parola giusta: mentre curiosavo nella piazza principale della Defence, ho visto il monumento al pop-turista (o almeno io ho deciso di interpretarlo così. Se l'artista si sentisse offeso dalla mia interpretazione è pregato di mettersi ordinatamente in coda presso il muro del pianto e farsene una ragione).
Una icona che inspiegabilmente non compare sulle cartoline. Probabilmente chi produce le cartoline sa che certi argomenti sono pericolosi: rischiano di scatenare una presa di coscienza collettiva dei turisti, che non più controllabili e direzionabili entro i soliti binari, prenderebbero a curiosare e visitare la città in modo incontrollato, mettendo in ginocchio le imprese che lucrano mostruosamente sulla diffusa fame di vedere sempre le solite attrazioni (nomen omen).
Ricco di questa consapevolezza, e forte della sua conferma dal punto di vista artistico, ho iniziato con determinazione massima il mio Pop-Tour di Parigi. Che l'esperienza abbia inizio... welcome in Pop-Paris